IL MANDIR DELLA PACE

Rete internazionale di volontariato culturale, sociale e umanitario

Io proporrei per la NOVA LETTURA DANTIS, INTERNAZIONALE, una lettura radicalmente e universalmente nuova a partire da una chiave ermeneutica che io chiamo chiastique (contrazione di chiasmatique+christique) intesa a riprodurre nella vita di ciascuno quel mistero della resurrezione che riassume ogni altro mistero, ieri, oggi e domani.... capace di coniugare evoluzione personale e complicità universale. Il Quinto Vangelo (Dante o l’uomo domani) a cura di Padre Christian Pagano Seguendo un vangelo apocrifo (quello di Tommaso) ma anche la filosofia del nostro compianto Galati, un modo per uscire da aporie insormontabili come Essere e Divenire, Unità e Molteplicità ecc...è quello di distinguere Verità (l’essere ideale, unico e universale), e Realtà che presentandosi con caratteri „finiti“ né è l’opposto inséparabile... Ma la nostra fede, che è quella di Dante ci suggerisce anche una via mediana difficile ma feconda, e cioè Vérità e Realtà non come due parallele che non si incontrano mai, o numeri che si ripetano inutilmente (come il 666 della mala bestia) ma linee che si incontrano, anzi s’incrociano in Cristo (il cui nome comincia proprio con la lettera X) , significando una Complicità universale, che suppone un Passaggio genetico sempre possibile, viaggio iniziatico attraverso l’Inferno, Purgatorio e Paradiso, come nella Commedia, l’arco che va dall’Incarnazione alla Resurrezione, per tutti e già da questo mondo. Ma la figura del chiasmo suggerisce anche la riversibilità dei termini, e quindi una forma di convertibilità infinita come nella moneta e nell’immagine del numero 8. Tale processo che si applica anche ad altre cifre (ad esempio il tre come superamento della dualità rivenendo all’uno, l’11 come ripresa del sistema decimale, che in Dante si ripercuote ad ogni decina superiore, e diventa 22, 33 fino a 99) figura l’algoritmo, base del linguaggio cibernetico. Si tratta di moduli esecutivi che rinnovandosi innovano costantemente. Oggi, a partire dal modulo più semplice, quello binario, anche noi accediamo a nuovi mondi, in cui possiamo navigare non solo nello spazio ma nel tempo, dato che la potenza mnemonica dei calcolatori, capace di dare una certa autonomia o corporéità virtuale a tutti i vissuti del nostro mondo interiore, trasformando l’incoscio collettivo di yunghiana memoria in una forma di coscienza transpersonale. Si accede quindi come DANTE ad un viaggio ultra-mondano, una forma di transumanza che sarebbe interessante paragonare con la divina commedia… Vi è, infatti, a mio parere, qualcosa di più e di diverso nel poema dantesco, credo, ed è la presenza della categoria del mistero che si ritrova anche nel chiasmo, « di fatto » preso come segno dell’Incognita. La ripresa cibernetica non costituisce avvenimento in se’, perché non vi è nessuna incognita, né stacco (ictus) o asimmetria possibile, capace di introdurre l’imprevisto, l’originale. In francese esistono due termini per indicare l’origine e l’originalità, cioè originel et original. Un fatto storico è l’incontro dei due, e cioè una continuità da cui emerge, come l’onda nel mare, la fine di un avvenimento… Le possibilità di questo connubio sono infinite, come pensava anche Giordano Bruno, ma cio’ comporta anche la permanenza della questione… In un mondo scientista che è il nostro, in cui ogni specifico dell’uomo, non appena espresso trova una sua premonizione in un passato evoluzionista, come il fatto della bipedia, l’utilizzazione di strumenti, una certa cultura, perfino una forma di riso, di moralità, d’intelligenza e addirittura di coscienza… non sussiste altro di nuovo che il fatto di proporsi sempre quacosa di nuovo… Saper di sapere, ma domandarsi ancora il perché di questo incessante perché, comporta una « Risurrezione continua della coscienza umana, » e quindi una trascendenza in atto, che è inutile negare, poiché la negazione è affermazione. Questa rigenerazione cosciente che surpiomba quella del ciclo vitale, capace anche di recuperare il passato e prevedere il domani, è un vero mistero di concepimento virginale (attivo e passivo) a cui ognuno di noi, è chiamato. Concepire l’uomo di domani, è quindi il proprio dell’uomo d’oggi, sviluppando una complicità universale già in atto, col Creatore, con tutta la Storia del mondo, che di fatto non esclude ma coincide con un « développement personnel-transpersonnel », poiché è vero come dice il vangelo di Tommaso, che occorre fare di due , Uno, ma anche : Colui che conosce il Tutto, se è privo di se stesso, è privo di Tutto.  » Christian Pagano --------------------------------------------------------------------------------   

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